Mediazione famigliare: «mediagire» verso la diversità

L'osservatorio sulla Mediazione Familiare che, insieme all'amico e maestro massimo Silvano Galli, stiamo conducendo sul sito de "Il Sole 24 Ore", ci ha visto, nei suoi precedenti articoli, cercare di sfatare alcuni luoghi comuni di questa disciplina, rimettendo "l'amore" al centro del suo procedere, non quale melensa proposizione, ma come occasione di riscatto: un "amore diverso" dicevamo, al cui compimento il mediatore deve provare ad accompagnare le parti, sia che decidano di spingere la loro crisi verso la separazione che verso la riparazione, poiché comunque "positivamente diverso" dovrà essere il rapporto che, da lì in poi, dovrà caratterizzare la loro relazione. 

Lungo questo procedere ricopre un'importanza fondamentale il conflitto, cosa che, al primo acchito del neofita, potrebbe sembrare una paradossale contraddizione: contraltare stesso dell'amore. In verità, il conflitto, è elemento vitale di ogni relazione, anzi di più... 

"Un movimento bilaterale di ognuna delle parti verso la rigidità dell'altra e di ognuna delle parti oltre la propria rigidità, affinché ogni attore del disaccordo com-prenda (prenda, accolga dentro di sé) le diverse rigidità in gioco" (M.S.Galli). Così potremmo, in estrema sintesi, circoscrivere la natura profonda della mediazione: un vero e proprio «mediagire» che fa della mediazione un modo -appunto- di agire nei confronti del mondo e dell'Altro, spostandosi nel territorio delle convinzioni altrui e mettendo in discussione, fosse anche per un solo secondo, le proprie convinzioni... continua a leggere sul link...

 http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/dirittoCivile/2014-10-13/mediazione-famigliare-mediagire-la-diversita--123321.php

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